TERRA CHE LIBERA
Progetto realizzato con fondi protocollo di intesa fondazioni bancarie e volontariato
Il progetto è stato finanziato dal Co.Ge. (Comitato di gestione del fondo speciale per il volontariato – Regione Sicilia);
Dal 1993 l’ Associazione “Il Ramarro”gestisce un’area boschiva degradata, all’interno del Bosco di Santo Pietro, con l’obiettivo di realizzare una base per la didattica ambientale ed il turismo naturalistico, e di ripristinare l’antica copertura vegetale a macchia mediterranea.
Sul terreno, concesso in comodato d’uso ventennale dal Comune di Caltagirone insisteva un rudere che, grazie anche a progetti di inclusione sociale, è stato restaurato e destinato a rifugio con piccolo museo.
Con il progetto “Terra che Libera” si vuole continuare nel percorso intrapreso prevedendo, in sintesi, la messa in atto di un sistema partecipato di difesa, tutela e restauro ambientale finalizzato a realizzare una fruizione ragionata ed auto sostenibile attraverso il coinvolgimento dei seguenti interlocutori diretti del progetto: Casa circondariale di Caltagirone, enti no profit che si occupano di accoglienza agli immigrati extracomunitari, Comune di Caltagirone..
Attraverso tale rete verrà garantito un monitoraggio ed una valutazione delle attività progettuali in tutte le sue fasi. (in un ottica di medio periodo con obiettivi che vanno oltre la realizzazione del progetto)
Obiettivo centrale del progetto è quello di realizzare azioni tendenti al ripristino dell’antica copertura vegetale a macchia mediterranea della Base in C.da Renelle (Bosco di Santo Pietro), coniugando gli interessi di difesa del territorio con la possibilità di impiegare soggetti a vario titolo svantaggiati a fianco dei soci volontari appartenenti al Ramarro.
La realizzazione del presente progetto permetterà di implementare una serie di azioni, che consentirà la definitiva trasformazione della struttura affidata in rifugio boschivo per l’accoglienza di scolaresche, studenti e di gruppi interessati al turismo naturalistico. Tra le suddette azioni un ruolo di rilievo rivestirà una intensa attività di forestazione dell’area oggetto di intervento e di raccolta di materiali museali.
In particolare si provvederà a:
taglio degli alberi morti malformati o deperienti, più volte percorsi dal fuoco (Pini d’aleppo), smaltimento del materiale di risulta e sostituzione con specie della macchia mediterranea;
messa a dimora di piantine di latifoglie specifiche appartenenti alla macchia mediterranea;
semina di specie autoctone della macchia mediterranea;
allestimento di un piccolo vivaio;
preparazione di talee di arbusti vari della macchia mediterranea;
lavori di manutenzione;
Sistemazione delle strutture esistenti funzionali ad una didattica ambientale ed il turismo naturalistico;
completamento arredi del locale adibito a cucina pranzo;
realizzazione di materiale informativo e di divulgazione
manutenzione, potenziamento ed implementazione del sito internet dedicato;
evento di presentazione dei risultati del progetto;
Avvio della attività ricettiva di accoglienza, educazione ambientale e fruizione del piccolo museo dei manufatti del bosco in regime di auto mantenimento con il coinvolgimento dei partecipanti alle fasi precedenti appartenenti alle categorie svantaggiate.
Patner del progetto sono: Il Comune di Caltagirone (Assessorato Servizi Sociali), La Casa Circondariale di C.da Noce - Caltagirone, l'Associazione “ASTRA”, il Protettorato S. Giuseppe, la Soc. Coop. "Cinque Palme"
u n a p r o p o s t a p e r u n g i o r n o s p e c i a l e
| a Renelle, nella riserva di Santo Pietro di Caltagirone, uomini di diversi continenti stiamo ripiantando insieme l’antica foresta mediterranea. Se l’idea ti piace anche tu puoi vivere un giorno da volontario; ci darai una mano e ti sentirai parte attiva della nostra “utopia” in un clima aperto, fatto di lavoro, ottimismo e condivisione solidale! |
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Indispensabile prenotare chiamando lo 0933 31946 o invia messaggio a: ilramarro@ilramarro.it
Il progetto è finanziato dal Co.Ge. (Comitato di Gestione del fondo speciale per il volontariato della Regione Siciliana) sotto la supervisione del Centro Servizi per il Volontariato Etneo. L’importo complessivo finanziato è di poco inferiore ai 25.000 Euro. Di questa somma circa 6000 Euro sono risorse messe a disposizione dai volontari dell’associazione aggiudicataria “Il Ramarro” a titolo di co-finanziamento ed il resto è rappresentato da somme effettivamente spendibili. Coordinatore del progetto è il Dott. Salvatore Di Gregorio. Le varie fasi progettuali si concluderanno entro il 30 agosto del 2011. Il progetto ha come unico partner l’Associazione ASTRA di Caltagirone ma ne fanno anche parte come enti a vario titolo coinvolti anche il Comune di Caltagirone, la locale Casa Circondariale di C.da Noce, il Protettorato San Giuseppe, le Cooperative sociali “l’Ancora e il Timone” e “Cinque Palme” tutte con sede a Caltagirone. A tutti questi soggetti, costituiti in rete mediante apposita convenzione, è demandato il compito, insieme all’associazione “Il Ramarro” di monitorare, valutare ed orientare in itinere il progetto stesso. Esse inoltre individueranno, all’interno delle loro strutture, i soggetti chiamati a prestare la loro opera in qualità di lavoratori.
Caratteristica peculiare del progetto è quella di far coincidere gli interessi e la tutela del bene ambiente con la promozione sociale e l’integrazione lavorativa di soggetti appartenenti a particolari categorie svantaggiate.
Il bene da promuovere e tutelare individuato dal progetto è l’appezzamento di terreno che l’Associazione “il Ramarro” gestisce in C.da Renelle, all’interno della Riserva di Santo Pietro. In particolare l’attività punta al ripristino dell’antica foresta a macchia mediterranea su tutta l’area in questione e a potenziare le strutture destinate alla fruizione allo scopo di implementare la pratica del turismo naturalistico.
Scopi non secondari del progetto sono anche quelli di promuovere l’approccio culturale e favorire l’integrazione sociale,
stimolare ed accogliere la domanda di educazione e didattica ambientale, favorire l’affiancamento di giovani nella
attività di gestione della struttura una volta completata ed infine pubblicizzare adeguatamente l’iniziativa anche
mediante la realizzazione di un opuscolo informativo-divulgativo delle finalità che il progetto si prefigge durante le varie fasi.